Ai dolci amici addio
I ritratti raccolti in questo libro, dedicati da Raffaele La Capria ad alcuni tra i suoi piú cari amici scomparsi, si collocano all’incrocio tra ricordo, racconto, biografia sintetica e autobiografia: perché, come dice l’autore con semplicità, “senza di loro oggi non sarei quello che sono”. Chiunque conosca le ragioni profonde e i cammini tenaci dell’amicizia non potrà non rimanere colpito da queste testimonianze: Rosi, Patroni Griffi, Moravia, Morante, Bompiani, Parise, Garboli, Ortese (tra gli altri) – a ognuno dei “dolci amici”, con le parole di Dante, è dedicato un addio appassionato, intenso e ricco di vita che, anche in questo nostro “tempo smemorato”, li fa emergere dalle pagine con la schiettezza, nettezza di contorni e vivacità cui da sempre l’autore ci ha abituati. E raccontando di loro, descrivendone con grandissimo affetto “le opere e i giorni”, lo scrittore racconta pure di se stesso e dei lunghi anni che ha attraversato: le stagioni culturali, gli incontri, il lavoro, le città, i viaggi, i libri, i pensieri – una speciale ricchezza che questo libro ci restituisce intatta.
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Raffaele La Capria
Raffaele La Capria (Napoli, 1922), è uno dei maggiori scrittori italiani del dopoguerra. Ha collaborato alle pagine culturali del Corriere della Sera ed è condirettore della rivista letteraria Nuovi Argomenti. Tra i suoi libri il più famoso è sicuramente Ferito a morte (Mondadori), che ha ottenuto il Premio Strega nel 1961. Non meno importanti L’occhio di Napoli (Mondadori, 1994), L’amorosa inchiesta (Mondadori, 2007) e Letteratura e libertà (Quiritta, 2002) scritto con Emanuele Trevi (2010). Con nottetempo ha pubblicato: Un amore al tempo della Dolce Vita (2009), America 1957, a sentimental journey (2009) e Umori e malumori (2013).
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