Al bar
Raffaele La Capria, considerato oggi il maggior scrittore italiano vivente, e Umberto Silva, psicanalista e scrittore, si incontrano la domenica mattina a un bar di piazza di Pietra a Roma e conversano. Dalle loro conversazioni nascono questi dialoghi leggeri e scherzosi, pieni di intelligenza e di martini, che evocano una letteratura e un tono che oggi non esistono quasi più, divorati come siamo dall’orrore quotidiano. Parlano di libri, di politica, di scarpe, di film. Fra un bicchiere e l’altro affiora la bruna camerierina, inseguita dai placidi desideri dei due amici. Un libro lieve e delizioso, come un martini dry.
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Raffaele La Capria
Raffaele La Capria (Napoli, 1922), è uno dei maggiori scrittori italiani del dopoguerra. Ha collaborato alle pagine culturali del Corriere della Sera ed è condirettore della rivista letteraria Nuovi Argomenti. Tra i suoi libri il più famoso è sicuramente Ferito a morte (Mondadori), che ha ottenuto il Premio Strega nel 1961. Non meno importanti L’occhio di Napoli (Mondadori, 1994), L’amorosa inchiesta (Mondadori, 2007) e Letteratura e libertà (Quiritta, 2002) scritto con Emanuele Trevi (2010). Con nottetempo ha pubblicato: Un amore al tempo della Dolce Vita (2009), America 1957, a sentimental journey (2009) e Umori e malumori (2013).
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Umberto Silva
Umberto Silva (Pellio Intelvi, 27 luglio 1943) è uno psicoanalista e scrittore italiano. Collabora con Il Foglio.
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