Cultura di destra - Nuova edizione Con tre inediti e un'intervista
“Che cosa vuol dire cultura di destra?”, chiede un intervistatore a Furio Jesi nel 1979. È “la cultura entro la quale il passato è una sorta di pappa omogeneizzata che si può modellare nel modo piú utile, in cui si dichiara che esistono valori non discutibili, indicati da parole con l’iniziale maiuscola”. Originale mitologo della modernità, Jesi dedica gli studi qui raccolti a individuare le matrici sotterranee, il linguaggio e le manifestazioni delle “idee senza parole” della cultura di destra otto-novecentesca; e lo fa smascherandone i luoghi comuni, le formule e le parole d’ordine che alludono a un nucleo mitico profondo e inconoscibile, ma fondante e modellante, cui fanno riferimento i principi ricorrenti di Tradizione, Passato, Razza, Origine, Sacro. Un “vuoto” da riempire di materiali mitologici, manipolati dalla propaganda politica di destra per legittimare il suo potere e gli ordinamenti sociali dominanti. Da questa prospettiva, Jesi indaga gli apparati linguistici e iconici sottesi al fascismo e al neofascismo, al nazismo e al razzismo, penetra nelle pieghe dell’esoterismo di Julius Evola e del lusso retorico dannunziano, attraversa le pagine di Liala e Pirandello.
Questa nuova edizione di un libro ancora attualissimo è corredata da tre inediti e un’intervista.
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Furio Jesi
Furio Jesi (1941-1980) è stato studioso di miti, storico delle religioni, germanista e critico letterario. Nelle sue ricerche eclettiche e originali, all’incrocio fra diverse discipline, ha elaborato modelli interpretativi innovativi sul mito e sulle sue manifestazioni moderne. Tra le numerose opere di Jesi, nottetempo ha pubblicato, sempre a cura di Andrea Cavalletti, anche Cultura di destra. Con tre inediti e un’intervista (2011, 2025), Il tempo della festa (2013, 2023) e Germania segreta. Miti nella cultura di destra del ’900 (2018).
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