Due lettere sulla banalità del male
“Il mio parere è che il male non sia mai radicale, che sia solo estremo, e che non possieda né profondità né dimensione demoniaca. Esso può invadere tutto e devastare il mondo intero… È qui la sua banalità”. Hannah Arendt
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Hannah Arendt
Hannah Arendt (1906-1975) è stata una scrittrice, filosofa e storica tedesca. Allieva di Martin Heidegger e Karl Jaspers, nel ‘33 è costretta a emigrare in Francia, e poi negli Stati Uniti, a causa delle sue origini ebraiche. Considerata una dei più grandi pensatori del nostro tempo, pubblicò importanti opere di filosofia politica. Oltre all’epistolario con Gershom Scholem pubblicato per nottetempo, fra le sue opere ricordiamo Le origini del totalitarismo (Edizioni di Comunità, 1967), Vita activa (Bompiani, 1958), La banalità del male (Feltrinelli, 1963).
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Gershom Scholem
Gershom Scholem (1897-1982) è stato un filosofo, teologo e semitista israeliano. Con Hannah Arendt, ha pubblicato per nottetempo Due lettere sulla banalità del male (2007).
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