I quattro libri
Con I quattro libri Yan Lianke torna alla satira politica, che lo aveva caratterizzato − e gli aveva portato meritata fortuna − in Servire il popolo (“Penso che sia il mio miglior romanzo proprio perché mi sono sentito finalmente libero” aveva commentato).
Il racconto è condotto infatti sul filo di un registro leggero, tanto distante dalla retorica del dolore quanto capace di rendere al lettore la banalità del male.
Siamo nella zona 99 di un campo di rieducazione per intellettuali nel nord della Cina alla fine degli anni sessanta, durante l’epoca del Grande balzo in avanti − Mao ha deciso che la Cina raggiungerà i livelli di produzione di acciaio dell’Inghilterra in soli quindici anni.
I quattro libri sono quattro voci: quella del bambino che comanda il campo incoraggiando la violenza e le delazioni, quella dello scrittore e del filosofo costretti a lavorare lì sodo, più la voce di un narratore onnisciente. Quattro modi diversi di raccontare la follia umana, quattro tonalità in cui Yan Lianke declina la sua voce – sempre poetica – ed esprime, nonostante tutto, la sua fiducia verso l’umanità.
I quattro libri è entrato nella selezione di The Booker International prize 2013.
-
Yan Lianke
Yan Lianke (1958), considerato uno tra i maggiori scrittori cinesi contemporanei, è nato nella provincia del Henan e vive a Pechino. Le sue opere, spesso censurate nel suo paese, sono amate e tradotte in tutto il mondo e gli sono valse l’assegnazione, nel 2014, del Premio Franz Kafka. Per nottetempo sono stati pubblicati Il sogno del Villaggio dei Ding (2011), Pensando a mio padre (2013), I quattro libri (2018), finalista al Man Booker International Prize, e Gli anni, i mesi, i giorni (2019), che ha vinto il Premio Lu Xun, l’equivalente del National Book Award. Yan Lianke è stato varie volte segnalato tra i candidati al Premio Nobel per la Letteratura.
Biografia completa 



Rassegna Stampa
Cinquina Premio Terzani 2019




