L'ordine animale delle cose
L’ordine animale delle cose è nascosto sotto la superficie del potere umano sul mondo. È il suo contrappunto segreto, innocente, senza io e senza parola. Abitato dal silenzio delle origini, da cui gli uomini sono esiliati, mantiene intatta la forza naturale dello stare al mondo. Antonio Prete ci racconta di animali reali, di animali che sono stati parte della sua vita o l’hanno attraversata con la forza del simbolo, dell’allegoria o della semplice presenza. Un bestiario privato e illuminante, cui l’autore affida la nostalgia di una purezza perduta. O, forse, un sogno: che all’uomo sia riservato “un tempo in cui, deposta infine la pretesa superiorità del genere umano, e appresa dagli animali la forma profonda del pensiero”, sia pronto per una nuova, inattesa metamorfosi. Un’evoluzione al contrario.
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Antonio Prete
Antonio Prete, nato a Copertino, insegna Letterature Comparate all’Università di Siena. Tra i suoi testi ricordiamo Il demone dell’analogia (Feltrinelli, 1986), I fiori di Baudelaire (Donzelli, 2007) e Trattato della lontananza (Bollati Boringhieri, 2008). Nel 2013 ha vinto il Premio leopardiano La Ginestra. Con nottetempo ha pubblicato 30 gradi all’ombra (2004) e L’ordine animale delle cose (2008).
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