LIBRI PER L'ESTATE: I consigli della redazione

Raccogliamo qui qualche consiglio della redazione sui libri da mettere in valigia

Paolo:

Nord rappresenta tutto ciò che chiedo a un libro: una grande avventura, un personaggio con il quale entrare in confidenza, un'occasione di scoprire una cultura nuova, una storia che mi fa riflettere e non mi lascia intatto. 

Ludovica:

Mrs Caliban è un'allucinazione abissale, romantica e indimenticabile. Racconta l'amore stralunato, tenero, sensuale e profondo tra due creature singolari che stravolgono il pensare ordinario. Mi ha incantato la capacità di Ingalls di normalizzare questa eccentricità con grande immaginazione e con l'arma molto seducente di una lucida e pacata follia. 

Straconsiglio anche Il giardino di Derek Jarman per l'intimo rapporto tra il grande artista e il suo giardino, in cui si riflette e fiorisce il senso della vita. E' un libro pieno di meraviglie e di spettri, di felice armonia con l'ambiente circostante, Jarman condivide grandi lezioni accettando e abbracciando la forza della Natura anche nei suoi rovesci più violenti e mortiferi. Una mente inquieta capace di infondere pace.

La poltrona della SS è un libro che mi ha molto stupito. E' avvincente come una detective story e con questo passo si addentra invece in una ricognizione nelle pieghe sociali, culturali, politiche che consentirono e favorirono il prosperare della tragedia collettiva. L'autore si insinua tra i più grigi  e minuscoli anfratti in cui si annidano le responsabilità dei singoli, stravolgendo le prospettive e le dimensioni del paesaggio storico. Osservando come sia mostruoso e letale il minuscolo, quello che ci appare trascurabile e che invece alimenta e sorregge la disumanità.

 

Anna:

Leggere la storia della famiglia Maggio nel La vita anteriore è come percorrere i nodi della corteccia e il cammino delle radici di un ulivo ben piantato nella terra pugliese: un organismo vivo fatto di relazioni e fibre che non smettono di modificarsi e intrecciarsi nel tempo. 

Linguaggi animali è Un libro chiaro ed essenziale che ci porta nel mondo degli “altri animali”, in mezzo a forme sofisticate e sorprendenti di elaborazione linguistica e culturale. E che ci fa scoprire come, sebbene non parlino con le nostre parole, possano dirci molto anche della specie umana, riposizionandola nella vita del pianeta.

 

Rita:

Con Chi se non noi Germana Urbani ti trascina tra le tinte vivide e i paesaggi sfocati di una terra ammaliante e suggestiva, fotografa le voci, i profumi, gli stati d’animo di un mondo azzurro nostalgia. E ti intrappola con levità nella vita di una donna forte ma ferita, che si ritrova a dover fare i conti con le contraddizioni e le ambiguità dell’animo umano.

La scomparsa dei riti di Byung Chul Han è il libro giusto per fermarsi e prendersi il proprio tempo. Per osservarsi – nella quotidianità, nella società, nella storia –, disinnescare i ritmi e l’estraniamento del mondo contemporaneo e riappropriarsi di una sana e appagante dimensione del rito e della condivisione.

Sotto la montagna Sopra la montagna di Margherita Morgantin è una ricerca intrisa di misticismo, un esperimento multisensoriale, un percorso espressivo tra arte e speculazione, che riesce ad andare al di là della percezione immediata.

 

Alessandro:

Consiglio Il dio che danza di Paolo Pecere, perché è un viaggio di scoperta verso l’interno e verso l’esterno, un cammino nel mondo e dentro di sé, sulle tracce di Dioniso ovvero di quell’impulso vitale che forza i margini fragili dell’io e delle norme sociali.

Consiglio Troviamo le parole, la raccolta di lettere di Ingeborg Bachmann e Paul Celan, perché, semplicemente, è un libro bellissimo. Perché l’ho riaperto a caso ora e ho trovato queste parole:
“A metà agosto sarò a Parigi, solo per qualche giorno. Non chiedermi il motivo, lo scopo, ma stammi vicino, per una sera, oppure due, tre… Portami a passeggio lungo la Senna, ci soffermeremo a guardare così a lungo nelle acque finché non saremo diventati dei pesciolini e ci riconosceremo.
Ingeborg.”

 

Beatrice:

Un giovane musicista si risveglia in ospedale, senza memoria, dopo aver tentato il suicidio dal ponte del Bosforo. Che cosa l'ha portato a compiere quel drammatico gesto? Di chi può fidarsi ora se non nessun viso gli risulta familiare?
Consiglio Labirinto di Burhan Sonmez perché avrete la fortuna di viaggiare insieme a Boratin tra le strade di Istanbul e, mentre lui è disperatamente concentrato su quello che sembra ormai totalmente perduto, avrete modo di scoprire che anche quando il passato sembra solo una fotografia sfocata, c'è sempre un sapore o un ricordo lontano che vi porteranno a casa.
"La terza grande invenzione dell'umanità forse non è che una domanda. Quella domanda si apprende a casa o a scuola, poi si cerca di dimenticarla per tutta la vita. Un tocco caldo sulla punta delle dita, l'umidità di un sorso sulle labbra. Cosa c'è dopo la morte?, ci si chiede".

Pubblicato il 28-07-2021